Omicidio Dezio. L’avv. Lipera chiede la rimessione in libertà per i fratelli Pepi

sentenzaIl legale della famiglia Pepi, Giuseppe Lipera, accusata dell’omicidio dell’agricoltore vittoriese di 64 anni, Giuseppe Dezio, ha chiesto la rimessione in libertà per i fratelli, a seguito dell’integrazione degli esiti degli esami del dna del consulente del pm.

L’unico che ha confessato il delitto è il padre Gaetano Pepi.

E’ stata depositata la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero, Valentina Botti che scagionerebbe i tre fratelli Pepi dall’accusa di omicidio in concorso nei confronti del 64enne Giuseppe Dezio, ucciso a coltellate il 2 febbraio scorso a Vittoria.

Il dott. Sebastiano Bianca ha chiarito che il profilo “maschio 1” sia scientificamente riconducibile a quello di Marco Pepi, 26 anni, e il profilo “maschio 2”  riconducibile ad Alessandro pepi, 38 anni. Questa tesi conferma che negli indumenti dei due fratelli non c’è traccia del sangue di Giuseppe Dezio, per la cui morte l’unico che si è detto responsabile è il padre Gaetano pepi.  Alla luce delle risultanze investigative il penalista ha chiesto la piena e totale rimessione in libertà dei tre fratelli pepi per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Attualmente tutti e 4 sono agli arresti domiciliari in un’abitazione del catanese a 100 km di distanza dal luogo del delitto, come imposto dal gip.

Un elemento fondamentale quello dei profili genetici per il legale della famiglia pepi, Giuseppe Lipera, che rafforza la tesi sostenuta dagli imputati e che sconfessa la tesi accusatoria della procura: non c’è stato alcun omicidio di gruppo.

Secondo quanto sostenuto dalla difesa, Alessandro aveva addosso il suo sangue per essere stato ferito dalle coltellate inferte da Dezio e invece il sangue del fratello Marco è riconducibile a un taglio che si era procurato accidentalmente la mattina dell’omicidio, il 2 febbraio, all’interno di una serra. Antonio, il fratello più grande, aveva tracce di sangue solo sui pantaloni essendo stato in stretto contatto con Alessandro e Marco, secondo la tesi della difesa che sostiene pure che lui sia rimasto lontano dal luogo del delitto.  Il legale si chiede come sia possibile che tre imputati per omicidio abbiano partecipato al delitto senza macchiarsi del sangue della vittima?

L’udienza preliminare si apre il 16 gennaio al tribunale di Ragusa. Il legale Lipera non ha dubbi: il processo sarà celebrato con il rito ordinario.

Viviana Sammito

 

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