aste 2Non si fermano le aste in provincia di Ragusa. A Pozzallo ha iniziato la protesta Giovanna Mallemi, titolare di un’azienda svenduta all’asta ad un amico di famiglia.  La Mallemi ha anche denunciato il sistema delle aggiudicazioni che non tutela i debitori ma favorisce gli interessi degli acquirenti, che spesso rivendono l’immobile a prezzi gonfiati.  Immobili all’asta, debitori in sciopero della fame per un sistema definito corrotto.

Il capannone nella zona industriale Asi di Pozzallo di proprietà dell’imprenditrice Giovanna Mallemi del valore di oltre un milione di euro è stata aggiudicato  all’asta per  294 mila euro. Un prezzo che non fa giustizia né al debitore che, con sacrifici e spese ingenti , ha costruito il locale, né ai creditori ma solo all’acquirente che, nel caso della famiglia Mallemi, era un amico di famiglia. Lei vuole incontrarlo per tentare di trovare un accordo e ricomprare il suo stesso capannone ma lui ha fatto perdere le tracce.  La Mallemi ha anche denunciato il sistema del malaffare che ruota attorno alle case messe all’asta: i potenziali acquirenti disertano le aste fino a quando il prezzo dell’immobile è veramente basso, spesso sono presta nomi e sfacciati consulenti che dovrebbero fare gli interessi dei debitori ma invece si curano i propri. Per porre fine a questo sistema speculativo, l’imprenditrice ha presentato un appello al Csm e al Ministro della Giustizia affinchè controllino quello che accade durante le aste.

Mariano ferro, il leader dei Forconi, ha anticipato che a Roma l’imprenditore vittoriese Angelo Giacchi è stato ricevuto dal sottosegretario al ministero della Giustizia e l’incontro è stato rinviato a martedì a Roma dove il movimento chiederà un controllo per fare applicare la legge: perché un giudice può bloccare le aste se il prezzo dell’immobile venduta all’asta è stracciato.

Viviana Sammito