L’ondata di sbarchi in Sicilia non si arresta. Tragico quello delle scorse ore a Pozzallo dove è attraccata la nave del Ong spagnola Golfo Azzurro del dispositivo internazionale Open Arms. Tre le salme, due neonati. Uno di loro si chiamava Haid ed aveva tre mesi. Il piccolo è morto durante la traversata della nave diretta a Pozzallo.

Gli altri due corpi sono di un altro neonato, di appena 4 giorni, e di un giovane di 20 anni, trovati morti nel fondo dei barconi. Tra gli altri migranti, quasi tutte donne e bambini, si contano 150 casi sanitari con le più diverse patologie  o richieste di assistenza medica: ipotermie, casi di scabbia e feriti da arma da fuoco, molte le giovani in stato di gravidanza.

Ad Augusta sbarcano altri 179 migranti a bordo della nave del dispositivo Eunavformed operazione Sophia. A bordo c’è una salma, che porta a quattro il numero dei morti arrivati oggi in Sicilia. Previsto per domani un altro sbarco nel porto di Messina con altri 400 migranti a bordo.

Negli ultimi giorni sono  11 le operazioni di soccorso che si sono susseguite al largo della coste della Libia. Sono state salvate 1.457 persone che erano a bordo di un barcone, 7 gommoni e tre barchini. I soccorsi coordinati dalla sala operativa della guardia costiera di Roma, hanno visto impegnate motovedette della stessa Guardia costiera italiana e della Guardia di Finanza, navi del dispositivo EunavforMed operazione Sophia e delle Ong.




Sempre di più i racconti dei migranti arrivati dalla Libia parlano di terribili prigionie e sofferenze a cui vengono sottoposti prima della partenza. In particolare, tra i racconti raccolti dal personale medico durante la prima assistenza, ci sono quelli sulle donne lasciate poi sole a partorire in condizioni disumane e che hanno poi visto gettato in mare il loro bambino mai nato.