di Viviana Sammito

Il teatro Garibaldi di Modica continua a stupire ed ammaliare il pubblico che fa sempre registrare il sold out con le proposte che portano sulla scena spettacoli di altissimo profilo. Sabato scorso è stata la volta di una commedia musicale divertente e a tratti intensa, che ha intrecciato tutte le arti: canto, ballo e recitazione, con il talento catanese, Raimondo Todaro, protagonista dello spettacolo “Save the Cotton’s”.

Todaro veste i panni dell’affascinante Ray Cotone con sullo sfondo la deriva del locale Cotton Club, destinato alla chiusura a causa di una situazione economica disastrosa, la cui salvezza alla fine è suggellata da una sincera stretta di mano tra i fratelli, Ray e Jack. La vivace professionalità della Compagnia Artisti del Sud, esclusivamente formata da artisti siciliani,  ha saputo ricreare la magica atmosfera della Broadway dei vecchi tempi grazie ad un affiatamento evidente creato dalla magistrale regia di Gisella Calì.  Il pubblico entusiasta si è divertito a lasciarsi travolgere dal ritmo frenetico ed entusiasmante del rock‘n’roll degli anni ’50 che ha fatto da briosa cornice al rapporto conflittuale tra i fratelli Cotone, il triste e disilluso Jack e l’estroverso e un po’ scapestrato Ray.

“Uno spettacolo che piace, che porta il made in Sicily con fierezza in giro per l’Italia”, ha commentato Raimondo  Todaro.  Un altro grande successo per la stagione musicale diretta da Giovanni Cultrera, sovrintendente Tonino Cannata, con la messa in scena di “Save the Cotton’s”, scritta da Fausto Monteforte e Daniele Caruso.

La regia della nota attrice Gisella Calì ( “Mare Nostrum” di Massimiliano Perrotta, “ Le Confessioni “ di Walter Manfrè,; La Governante di Vitaliano Brancati. Attrice protagonista di numerose fiabe musicali prodotte dai  principali teatri catanesi, quali:  “ I musicanti di Brema” “ Biancaneve” “ Cenerentola” “La Bella Addormentata nel bosco, tanto per citarne alcuni) ha impreziosito la scena e l’effetto dello spettacolo.

Il giorno dopo “Save the Cotton’s” abbiamo scambiato due chiacchiere con la regista.




A tu per tu con Gisella Calì.

 

  • Proporre la Broadway degli anni ’50 è stato compito arduo ma alquanto entusiasmante sul palcoscenico del Teatro Garibaldi, qual è stato l’impegno prioritario nel trasmettere al pubblico quell’atmosfera?

<<L’avvento del Rock and roll non rappresentò solo la nascita di un nuovo linguaggio musicale, ma influenzò nettamente lo stile di vita, la moda, gli atteggiamenti il linguaggio degli americani prima e di tutto il mondo occidentale poi. Inevitabilmente tutti si trovarono a far i conti con un cambiamento improvviso e radicale della società. Adattarsi, comprendendone le enormi potenzialità di espressione o rifiutarlo, demonizzandolo: queste erano le posizioni da prendere>>.

 

  • Il grande Raimondo Todaro, nei panni dello scapestrato Ray, ha dato ulteriore prova del suo talento. In quale aspetto si uniscono e si dividono i due fratelli?

<<Ray Cotone e Jack Cotone rappresentano  le due posizioni contrastanti .  C’è chi, come Ray ( Raimondo Todaro) riesce a tuffarsi nel cambiamento senza timore e senza nostalgie e chi, come Jack Cotone ( Aurelio Rapisarda)  invece si tiene ben saldo alla tradizione e a ciò che sembra essere più rassicurante. Ma il cambiamento ti investe comunque, non puoi ignorarlo>>.

 

  • E soprattutto, cosa accade dietro al bancone del bar, quando Jack non c’è?

<<Dietro al bancone c’è in realtà una donna: Doris, moglie di Jack (Laura Giordani). E’ lei il vero motore del cambiamento. E’ lei che ne intuisce l’importanza e che, sapiente regista, ne gestisce  i tempi e i modi. Ma la sua astuzia è dettata dai sentimenti e quindi risulta essere un personaggio decisamente positivo>>.

–  Uno spettacolo “Made in Sicily” che trasforma tutta la forza e della Compagnia “Artisti del Sud” in energia mettendo in campo tutte le arti: danza, canto, recitazione. Mi incuriosisce qualche chicca sulla direzione e il coordinamento della regia.

<<Dietro Save The Cotton’s c’è una grande intesa e una intensa sinergia innanzitutto con i due autori Daniele Caruso e Fausto Monteforte, con cui c’è stato sempre un confronto costruttivo e stimolante e poi con il protagonista Raimondo Todaro, professionista indiscusso del ballo, ma anche strepitoso attore, dotato di una naturalezza ed una energia entusiasmanti.  E’ una fortuna per la regia avere anche un cast di attori, cantanti e ballerini di grandissima professionalità, oltre che persone squisite con cui lavorare>>.

  • Gisella Calì, un curriculum invidiabile, tra regia e attrice protagonista, parliamo di te…sarai di nuovo al Teatro Garibaldi con i “Promessi Sposi”, vuoi anticiparci qualche notizia sulla messa in scena del celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni?

<<E’ uno spettacolo che ha debuttato l’anno scorso regalandoci  grandissimi riconoscimenti di pubblico e critica. La sfida era raccontare il romanzo italiano per eccellenza, con un linguaggio, quello del musical theatre, che risultasse più vicino ai gusti del pubblico di oggi, soprattutto ai giovani. Oltre 16.000 spettatori  in una sola stagione sembrano esserne la conferma.  Grazie soprattutto ad un eccellente cast di professionisti e ad una coraggiosa giovane produzione che ci ha creduto, investendo in questo progetto>>.

 

  • Quale ruolo hai amato di più nella tua carriera fino ad oggi?

<<Ultimamente mi sono spostata dietro il banco della regia, comunque, da attrice, ti risponderei l’ultimo. Scherzi a parte,  sicuramente fra i tanti interpretati , quello di Alessandra Di Rudinì, amante di Gabriele D’Annunzio, della piece di Giuseppe Drago “Alessandrina o i due tempi dell’amore” è tra quelli che mi ha regalato più turbamenti>>.

  • E quello che hai più detestato?

<<Non si detestano i ruoli, sono figli>>.

–  Quello che attendi da una vita?

<<Mi piacciono le sorprese, arriverà>>.

  • Con quale regista ti piacerebbe lavorare?

<<Ci sono tanti giovani bravi registi in questo momento in Italia e hanno tutti tante belle storie da raccontare. Mi auguro e gli auguro sempre che ci siano produttori illuminati pronti ad investire anche in progetti non esclusivamente commerciali>>.

  • Hai una musa ispiratrice?

<<Tante. Guardo e rubo più che posso. Certamente Rossella Falk è stata per me, soprattutto giovane attrice, il mito irraggiungibile. Adoro Meryl Streep e la sua capacità di passare dai ruoli drammatici, ai comici, al musical sempre con eleganza e naturalezza.

  • Qual è lo stato di salute del teatro in Sicilia?

<<Vivo a Catania che, per fortuna, vede un attività teatrale abbastanza vivace. Ovviamente non è mai abbastanza. I fondi pubblici sono sempre meno, e vivere sulle vendite di botteghino non sempre fa bene al teatro. Ma confido nei teatranti, quelli veri, che risorgono sempre, reinventandosi. E nei giovani che si formano nelle accademie in cui insegno , che portano entusiasmo e passione>>.




  • Il teatro non potrà morire mai ma cosa serve per ridare linfa e ossigeno?

<<Potrei risponderti  che basterebbe ripristinare i fondi che la cultura ha tagliato al settore ma in realtà è necessario recuperare e far comprendere a tutti il valore di crescita altissimo che detiene il linguaggio teatrale.  Portare i ragazzi a teatro e lasciare che se ne innamorino ci consente di recuperare quel lato umano, fisico, di relazione che  questa nostra era virtuale e digitalizzata sta tentando freneticamente di sostituire e cancellare>>.