Disposta l’autopsia dalla Procura di Catania, per accertare se la morte di un 64enne di Modica sia stata effettivamente determinata, come si teme, dai postumi di un pestaggio subito da due ragazzini di 15 e 16 anni.

Omicidio preterintenzionale, l’ipotesi di reato profilata dal Tribunale dei Minori che ha iscritto nel registro degli indagati due giovanissimi.

P. A., che abitava da solo, è stato trovato senza vita nella sua abitazione il 3 febbraio: a dare l’allarme la sorella, che non lo sentiva da un paio di giorni e che, preoccupata, ha avvertito i carabinieri i quali, entrati con i vigili del fuoco, hanno fatto la macabra scoperta.

Dalle indagini è però emerso che l’uomo era rimasto vittima di una brutale aggressione per mano di alcuni ragazzi pochi giorni prima. A raccontare i fatti, dei quali peraltro vi sono numerosi testimoni, è lo stesso P. A. nella querela presentata subito dopo presso la stazione dei carabinieri di Modica. Il signor P. A. spiegava di essere stato da tempo nel mirino di un appena 15enne che abita nella sua stessa via e di un gruppetto di suoi amici e coetanei, tutti di Modica.

La situazione era arrivata al punto tale che il malcapitato era stato costretto a cambiare le sue abitudini e ad uscire di casa solo quando la banda non presidiava la zona.

Il 19 gennaio, a mezzogiorno, tuttavia, il 64enne e il ragazzino vicino di casa, che era assieme ad altri due amici, si sono casualmente ritrovati faccia a faccia nella piazzetta della chiesa di Santa Maria. Un accenno di rimprovero da parte dell’uomo è bastato per scatenare l’ira dei piccoli delinquenti. In particolare, l’amico 16enne l’ha strattonato e gettato per terra facendogli sbattere la testa: Partenza è rimasto intontito e in balia della furia del giovane, che ha continuato a colpirlo selvaggiamente con calci e pugni in faccia finché alcuni passanti, tra cui quattro operatori ecologici, sono intervenuti in sua difesa mettendo fine al pestaggio. In preda a forti dolori al volto e in tutto il corpo, il signor Angelo si è quindi rivolto dal suo medico di famiglia che l’ha invitato a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove i sanitari gli hanno riscontrato una brutta frattura della parete anteriore laterale, mediale e superiore del seno mascellare destro, a conferma di come i suoi aguzzini si fossero accaniti proprio sulla sua testa, per una prognosi di trenta giorni salvo complicazioni.

A fronte di questo antecedente così ravvicinato, la sorella della vittima, per fare luce sui fatti, chiarire le cause del prematuro decesso del fratello e ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si è rivolta ai patrocinatori stragiudiziali di Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro. Messa al corrente dei fatti, la Procura di Ragusa ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio preterintenzionale il 15enne vicino di casa della vittima e l’amico 16enne principale responsabile del pestaggio e ha trasmesso il fascicolo al competente Tribunale dei Minorenni di Catania (a Ragusa non c’è), il che ha comportato diversi giorni di attesa che hanno ulteriormente acuito il dolore dei familiari di Partenza. Finalmente, il sostituto procuratore dott.ssa Silvia Vassallo ha disposto l’esame autoptico sulla salma, che si trova ancora nell’obitorio dell’ospedale di Modica, incaricando a tal fine un proprio consulente tecnico medico legale. Il conferimento dell’incarico avverrà appunto domani, 23 febbraio, alle ore 12, al tribunale dei Minori di Catania, e subito dopo sarà effettuata l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte e definire i contorni di questa gran brutta storia.