tratto da la sicilia del 23 febbraio




articolo firmato da Riccotti La Rocca Carmelo

Cinque anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e un risarcimento per le parte civile, ovvero l’ex convivente in proprio e nella qualità di genitore esercente in via esclusiva la responsabilità genitoriale sulla figlia minore. È la condanna inferta ad un modicano di 32 anni per aver stalkerato per anni la sua ex compagna oramai terrorizzata da quell’uomo che non aveva accettato di essere stato lasciato.

La sentenza è stata emessa nella giornata di mercoledì dal giudice del Tribunale di Ragusa Vincenzo Saito a termine di un processo iniziato nel 2016 grazie alla denuncia della donna, assistita dall’avvocato Giusy Cicero, ormai stanca e impaurita dall’atteggiamento dell’uomo che continuava a stalkerarla con appostamenti, inseguimenti e diverse altre forme finalizzate ad intimorirla. Dopo la presentazione della formale querela, avvenuta nell’ottobre del 2015, per G.C, queste le iniziali, il Gip Giampiccolo dispose, nel gennaio del 2016, l’ordinanza applicativa del divieto di avvicinamento a 200 metri.

Alla lettura della sentenza la donna, una 31enne, è scoppiata in lacrime per aver ottenuto finalmente, dopo anni di maltrattamenti, un po’ di giustizia. Per la giovane l’incubo è iniziato quando ha deciso di convivere con l’uomo, già con precedenti penali per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Il convivente si è dimostrato subito essere un violento e non mancava occasione di inveire contro la compagna e la figlia nata dal rapporto tra i due. Nonostante le violenze e i soprusi la donna ha cercato di mantenere saldo il rapporto, ma a scoppiare è stata la bambina che, nel Giugno del 2015, ha chiesto alla mamma di essere portata via da quella casa, di andare a vivere dai nonni materni.

 


È stata la figlia minore a dare quindi coraggio alla madre e a spingerla ad allontanarsi da quell’uomo impulsivo e violento, decisione che la donna ha assunto una quindicina di giorni dopo. Per porre fine all’incubo alle due, però, non è bastato andare via di casa perché da quel momento G.C ha avuto un chiodo fisso: perseguitarle. Il 32enne ha continuato per mesi a inseguire e appostare l’ex convivente costringendola perfino a cambiare le proprie abitudine di vita, una cosa che sono costrette a fare molte donne vittime di violenza. Con la condanna a 5 anni di reclusione e il risarcimento per la parte civile, nonostante il pubblico ministero avesse chiesto una condanna a 2 anni e 6 mesi, le due donne sperano di aver chiuso un capitolo doloroso e di poter ricominciare a rivivere con serenità la propria vita. G.C fu arrestato anche nel settembre del 2012 per aver installato una serra di marijuana all’interno del suo garage.