Interessante serata ieri sera alla Carlo Papa di Modica Alta, che ha visto tanti cittadini impossibilitati a entrare, considerato che il seppur ampio salone del sodalizio era gremito oltre misura.

I quattro candidati sindaci, incalzati dalle pungenti domande dei giornalisti Giovanni Criscione e Carmelo Modica, hanno avuto la possibilità di esporre a un uditorio attento e interessato cosa prevedevano i rispettivi programmi per Modica Alta e quali impegni si sentivano di assumere pubblicamente per invertire un trend che ha visto la parte alta della città diventare sempre più complessivamente periferica.

Un botta e risposta durato circa due ore e trenta, che non ha stancato gli intervenuti e ha assicurato ai candidati gli stessi tempi di risposta per ciascuna delle domande.




«Una Modica Alta che rifiuta di assistere inerme alle conseguenze di scelte dissennate che negli anni si sono consolidate e stratificate, che ha mostrato di sapersi mobilitare per manifestare il proprio convinto dissenso rispetto a un’amara realtà che ha visto, negli ultimi decenni, chiudere i battenti di numerose realtà commerciali e artigianali senza, – come asserisce nel suo articolato intervento il Presidente del Sodalizio Giorgio Casa,-  il necessario fisiologico ricambio e desertificando quella che per tanti anni è stata considerata la zona produttiva per eccellenza dell’intera città.

Discutere delle scelte che hanno determinato lo spostamento del baricentro della città verso la SS 115, necessiterebbe di un’analisi tanto impietosa quanto approfondita; ma siccome le imprese difficili ci servono da stimolo, come sodalizio non escludiamo di poter dedicare a tale compito le nostre migliori risorse.

Nonostante tutto, queste scelte non hanno intaccato quel fermento socio-culturale che caratterizza chi vive e opera in questo contesto, stimolando la voglia di riscatto di quanti credono, lavorano e lottano per il suo rilancio, e la Carlo Papa, questa Carlo Papa ne è il miglior esempio».