Maxi sbarco a Pozzallo con morti e migranti in gravi condizioni: la Polizia ha fermato 5 scafisti, due sono minori

rescue 146, Libyan man with hand raised. Man in orange with dreads is Barri from George Town, Gambia. He knows the photogarphers friend Mark Thompson

Pubblichiamo di seguito la nota stampa diffusa diffusa dalla Questura di Ragusa, con tutti i dettagli che riguardano l’arresto di 5 scafisti.

La Polizia a seguito di uno sbarco non previsto e molto consistente, è riuscita comunque a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di:

DIOP Mbay, nato in Senegal il 01/01/1994 (1° gommone), ABDULAI Baba Issa, nato in Ghana il 01/10/1997, e O.S. nato in Senegal di anni 17 (2° gommone), AUSTINE Terry nato in Nigeria il 18.01.1998 e L.S. nato in Gambia di 17 anni (3° gommone)

Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 08.11 del 05.12.2016 a seguito di segnalazione da parte della nave militare CigalaFulgosi, la nave CP 920 GREGORETTI effettuava il recupero di una salma in avanzato stato di decomposizione rivenuta in acque internazionali durante il pattugliamento.

Alle ore 16.23 a del 05.12.2016 la nave CP 920 GREGORETTI procedeva con l’incontro con la nave militare CigalaFulgosi e conseguente trasbordo di 117 migranti, di cui 115 uomini e 2 donne.

Alle ore 08.37 del 06.12.2016 la nave CP 920 GREGORETTI, a seguito di segnalazione della Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, procedeva con il soccorso di un gommone e successivo trasbordo di 120 migranti di sesso maschile e varie nazionalità.

Alle ore 10.50, durante le operazioni di soccorso di cui al punto precedente da parte della nave CP 920 GREGORETTI, sul predetto punto sopraggiungeva un altro gommone con a bordo circa 120 migranti di sesso maschile, che si procedeva a soccorrere.

Alle successive ore 17.54 A del 06.12.2016, a seguito della segnalazione da parte della Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, la nave CP 920 GREGORETTI procedeva al rendezvous con la nave militare Ubaldo Diciotti CP 941 da cui riceveva ulteriori 108 migranti, di cui 68 uomini, 37 donne e 3 bambini.

Alle ore 00.48 a del 07.12.2016, a seguito di segnalazione da parte della Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, la nave CP 920 GREGORETTI procedeva al rendezvouscon la nave VosThalassa e conseguente trasbordo da questa di 24 migranti di sesso maschile.

Alle ore 12.01 A del 07.12.2016, a seguito della segnalazione da parte della Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, la nave CP 920 GREGORETTI  giungeva al traverso di Capo Grecale dell’isola di Lampedusa e procedeva con le operazionidi trasbordo di n. 85 migranti, di cui 73 uomini e 12 donne, nonché di una salma.

Al termine di tutte le operazioni, la nave CP 920 GREGORETTI soccorreva 583 migranti, di cui 531 uomini, 52 donne e due salme. Alle successive ore 18.50 A su richiesta di personale medico di bordo venivano evacuate mediante elicottero maltese AS30 5 migranti, di cui 2 uomini e 3 donne, rimanendo a bordo 578 migranti, di cui 529 uomini e 44 donne, nonché le due salme.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Lo sbarco della scorsa notte è stato particolarmente complesso in quanto non preavvisato come la macchina organizzativa ormai permette da 2 anni. Il mancato preavviso è dovuto ad un peggioramento repentino delle condizioni meteorologiche che hanno portato il comandante della nave a richiedere lo sbarco presso il porto più vicino considerata l’ipotermia di centinaia di migranti. Nonostante le difficoltà operative, la Prefettura di Ragusa ha predisposto il sistema di accoglienza in brevissimo tempo e di conseguenza la Polizia di Stato ha impiegato nottetempo decine di unità per far fronte alle esigenze di Ordine Pubblico connesse allo sbarco, così come quelle di Polizia Giudiziaria.

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.

Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni di centinaia di migranti, in piena sinergia con i funzionari della Prefettura che coordinano la “macchina” dell’accoglienza.

Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.

Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine ed all’Esercito Italiano, così come gli Enti inviati dalla Prefettura di Ragusa, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e medici dell’A.S.P. per le visite mediche.

Le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultano sempre complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti numerose incombenze, così da permettere un immediato invio dei migranti in idonee strutture d’accoglienza individuate dalla Prefettura in base ad un articolato piano di riparto nazionale del Ministero dell’Interno.

La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo 5 scafisti riconosciuti dai migranti come coloro che hanno condotto i gommoni soccorsi.

Le indagini sono state avviate immediatamente, ovvero alle 2 del mattino del giorno dell’Immacolata, quando sono sbarcati i  primi migranti colti da malore.

Le esigenze investigative hanno lasciato il campo a quelle di emergenza sanitaria per le prime ore, considerato che decine di migranti erano in ipotermia e dovevano subito essere condotti al centro per essere rifocillati e riscaldati.

Dopo le prime 6 ore dedicate esclusivamente alle esigenze umanitarie, la Polizia, che nel contempo acquisiva informazioni dall’equipaggio della nave e dai migranti, è riuscita ad escutere numerosissimi testimoni.

Per prima cosa sono state effettuate le opportune verifiche sulle cause della morte dei due migranti giunti cadavere e, grazie al lavoro del medico legale e della Polizia Scientifica, si è accertato che uno dei migranti fosse morto da diversi giorni (quello rivenuto in acqua) e l’altro, era morto probabilmente per asfissia da schiacciamento durante la traversata.

Al termine delle indagini è stato possibile acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di 5 migranti che si sono arruolati tra le fila dei libici per poter viaggiare gratuitamente o per poche centinaia di dollari.

Tra di loro anche 2 minorenni, elemento che nel 2016 è ricorso più volte a differenza degli altri anni.

I testimoni hanno ampiamente descritto la condotta di questi uomini, specificando che è stata una loro volontà, quella di offrirsi ai libici per condurre i gommoni, traendo un profitto, ovvero quello di non pagare il viaggio a dispetto di tutti gli altri che fanno sacrifici enormi per poter racimolare quei 700 dollari utili per raggiungere l’Europa.

Le salme dei due migranti dopo l’ispezione cadaverica sono state ricoverate presso la camera mortuaria del cimitero di Pozzallo in attesa di eventuali altri accertamenti medico legali.

Gli arrestati sono stati condotti in carcere a Ragusa a disposizione dell’A.G. iblea per quanto riguarda i maggiorenni ed a Catania presso il Centro di permanenza temporanea, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per quanto riguarda i due diciassettenni.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2016 sono 195 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

 

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