veronica panarello 4Una vicina di cella di Veronica Panarello rivela alla trasmissione TV Quarto Grado le confidenze ricevute in carcere dalla donna condannata a 30 anni di reclusione, in primo grado, per avere ucciso il figlio Loris di otto anni: “Ha accusato il suocero di aver avuto una relazione con lei e di avere ucciso il nipote perché il marito l’aveva abbandonata in carcere e quindi lei si stava vendicando”.

Tra le “confessioni” ascoltate in prigione anche quella in cui Veronica dice di “avere messo le fascette ai polsi del figlio perché non voleva andare a scuola. Poi sarebbe stato il bambino a mettersi una fascetta al collo mentre lei parlava al telefono con il marito. E sarebbe proprio il marito, colpevole di averla abbandonata, al centro della vendetta di Veronica: “gli avevo chiesto gli occhiali che sono a casa e non me li ha portati, e io sto reagendo a modo mio: ho messo in mezzo suo padre dicendo che ha ucciso lui il piccolo Loris”. Le dichiarazioni rese dall’ex compagna di carcere di Veronica “non suscitano alcun interesse” nel collegio di difesa della madre di Loris, che ritiene inoltre che “non hanno alcuna valenza probatoria”. La prossima udienza del processo di secondo grado si terrà il 3 ottobre davanti la Corte d’assise d’appello di Catania.

Veronica è accusata dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere del figlio. La donna è stata condannata a 30 anni di reclusione dal Gup di Ragusa Andrea Reale il 17 ottobre dello scorso anno a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. “Non merito di vivere, è stata la cosa più cara che avevo. Fatemi dare l’ergastolo. Glielo chiedo io al giudice: ‘mi dia l’ergastolo’ perché sono un mostro, non una persona, un mostro…”: disse durante il sopralluogo compiuto nel canalone dove è stato ritrovato morto il piccolo Lorys, a Santa Croce Camerina.  Le riprese furono fatte dalle forze dell’ordine dopo che la donna aveva cambiato versione parlando di un incidente: Loris sarebbe rimasto a casa, ma sarebbe morto soffocandosi da solo mentre giocava con le fascette di plastica. Ammise anche di avere occultato il cadavere nel canalone: “non credevo ci fosse il vuoto dopo il muretto, credevo che la strada continuasse…”.

Nel video integrale Veronica, non inquadrata, parlava con gli investigatori e, tra l’altro, affermando: “non merito di vivere, non la merito la vita io…”. E parlando in dialetto ricordò di “averlo difeso da tutti”, suo figlio Loris, ma poi “invece l’ho buttato…”. Sempre in dialetto aggiunse: “Mi devono portare nel carcere più duro che c’è e lasciarmi lì fino all’ultimo giorno della mia vita”, chiedendosi “che razza di persona sono?”. Per poi auspicare tra le lacrime: “fatemi dare l’ergastolo, glielo chiedo io al giudice: ‘mi dia l’ergastolo’ perché sono un mostro, non una persona”. L’intera ricostruzione sarà poi smentita dalla stessa Panarello che accuserà il suocero, sostenendo di non avere detto prima tutta la verità per paura.