sbarco-con-mortoLa Polizia a seguito dello sbarco di ieri di 252 migranti e due salme, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: MALIK Guae, nato in Gambia, 33 anni e K.S. di anni 23 senegalese.

Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche.

I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

Qui di seguito il racconto minuzioso della Polizia di Stato

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 17:11 del giorno 27.05.2017 IMRCC di Roma ordinava alla nave “Bruno Gregoretti” CP 920 di intercettare la motonave “ASSO ZEJT 1” che stava prestando soccorso a due gommoni con a bordo complessivamente circa 240 migranti. Alle ore 20.45 successive la CP 920 in posizione intercettava la “ASSO ZEJT 1” ed alle ore 21.00 iniziavano le operazioni di trasbordo che terminavano alle ore 00.00 del 28 maggio con il trasbordo di complessivi 252 migranti di varie nazionalità e nr. 2 cadaveri di sesso maschile. Dopo aver concluso le operazioni di trasbordo, l’unità di soccorso permaneva in zona e successivamente IMRCC Roma assegnava come porto di destinazione Pozzallo, ove giungeva alle ore 09.30 del 29.05.2017.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.

Il Funzionario della Polizia di Stato, dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni di centinaia di migranti, in piena sinergia con i funzionari della Prefettura che coordinano la “macchina” dell’accoglienza.

Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.

Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine ed all’Esercito Italiano, così come gli Enti inviati dalla Prefettura di Ragusa, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e medici dell’A.S.P. per le visite mediche.

Le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultano sempre complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti numerose incombenze, così da permettere un immediato invio dei migranti in idonee strutture d’accoglienza individuate dalla Prefettura in base ad un articolato piano di riparto nazionale del Ministero dell’Interno.

La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delittouno scafista individuato grazie alle testimonianze dei passeggeri e denunciato un altro in quanto le condizioni di salute non permettevano le sue dimissioni con ingresso in carcere.

Le attività d’indagine erano iniziate ben prima dell’approdo della nave in quanto era stato comunicato che a bordo vi erano due salme; venivano raccolte informazioni per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti accaduti così da permettere investigazioni celeri e concludenti.

Dallo scambio informativo con la nave non venivano raccolti elementi utili in quanto aveva curato solo il trasferimento dei migranti dal luogo del soccorso alle coste ragusane, pertanto dovevano essere ascoltati al più presto i migranti, quindi si saliva subito a bordo.

All’arrivo della nave gli investigatori della Polizia salivano a bordo durante l’ispezione cadaverica dei due migranti e le visite degli altri da far sbarcare, così da apprendere le prime informazioni.

Il medico legale attribuiva all’annegamento le cause della morte pertanto doveva essere accaduto un incidente in mare che solo i testimoni potevano ricostruire.

Un team di poliziotti ormai specializzato nella gestione degli sbarchi e nella comunicazione con soggetti fortemente provati fisicamente e psicologicamente ha curato l’escussione dei testimoni.

Le dichiarazioni, tutte concordanti, hanno permesso di ricostruire quanto accaduto. I migranti sono partiti di notte dalla Libia in 160 circa (un numero sconsiderato per un gommone) e dopo alcune ore hanno iniziato ad imbarcare acqua fino a quando il centro del gommone non si è del tutto squarciato. A decine sono caduti in mare e solo parte di essi sono riusciti a risalire a bordo mentre gli altri annegavano. I migranti superstiti nel dare aiuto a coloro che erano in mare, riuscivano a salvare solo due di loro che dopo poco però morivano.

Lo scafista era caduto in mare ma poi è riuscito a risalire ed a continuare la navigazione fino a quando il motore si è guastato e sono rimasti in balia delle onde per tutta la notte ed il giorno successivo ovvero quando sono stati soccorsi dalla motonave.

In questo caso lo scafista è stato fermato anche per il reato di morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina considerata la sua condotta che ha messo in pericolo tutti i migranti causandone un incidente in mare che ha avuto come conseguenza la morte di oltre 25 persone.

Al termine delle indagini lo scafista è stato condotto in carcere a disposizione della Procura della Repubblica iblea.

La Squadra Mobile di Ragusa durante le indagini ha identificato un nigeriano che era già stato espulso dal Questore di Varese ed ha tentato di fare ingresso clandestinamente in Italia. Era sbarcato nel 2014 sempre a Pozzallo per poi spostarsi al nord Italia. In quanto irregolare era stato espulso attraverso la Polizia di Torino con un aereo che lo aveva condotto coattivamente in Nigeria. Ieri avendo tentato il reingresso è stato nuovamente arrestato e adesso verrà espulso.

È fondamentale il controllo che viene svolto dalla Polizia di Stato su tutti i soggetti che approdano in Italia grazie al rilievo delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2017sono 40 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.