Il petrolio siciliano è a rischio. Secondo le stime della Uiltec «I giacimenti delle concessioni minerarie di Ragusa sono stati sfruttati al massimo della loro capacità con il risultato contabile di una perdita che va oltre i 7.000 barili al giorno in meno nel nostro territorio. Basti pensare che il greggio di Ragusa è passato da una produzione straordinaria di 9.200 barili/giorno nel 2014 a quella di 2.400 registrata al 31 dicembre del 2017.

La concessione storica di Ragusa, oggi, non produce più: è ferma. In attività, per l’estrazione di olio, rimane solo Tresauro, dove Eni è in partnership con Edison e Irminio per la concessione S. Anna. Entrambe le concessioni necessitano di interventi straordinari di manutenzione al fine di salvaguardare i pozzi.

Da 340 milioni di euro di ricavi nel 2014, il petrolio ragusano oggi si attesta ad appena 50 milioni.

A Gela, Eni ha perso nel triennio 2014-2017 più di un terzo della produzione originaria. Da quasi un miliardo di chili di petrolio prodotti nel 2014 in terraferma, ai 460 milioni di chili estratti nel 2017. Occorre intervenire e subito. Uiltec annuncia anche la ricetta: Bisogna mettere mano al portafoglio e tornare a investire sul petrolio che in questi ultimi mesi è tornato a un prezzo medio di 50 euro per barile estratto. “La Sicilia rischia di perdere una fetta importante di prodotto interno lordo. Basti pensare che nei flussi export della bilancia commerciale dell’Isola, petrolio, chimica e produzione di raffinati contano più dell’80%.

I sindacati hanno chiesto l’autorevole e immediato intervento del Governo regionale, a tutela degli interessi dei siciliani. Serve anche conoscere nei dettagli il progetto di Versalis per la chimica in attesa di un piano industriale che consolidi gli assetti e parli finalmente di sviluppo per un settore fondamentale dell’economia del Paese”. Almeno una nota positiva però c’é. zero infortuni in dieci anni anche grazie all’investimento di oltre 20 milioni di euro per garantire la piena funzionalità degli impianti e dei sistemi di sicurezza.

Viviana Sammito