Sono cinque le richieste che compongono la piattaforma che Arcigay rivolge ai candidati in vista del voto del prossimo 4 marzo. La campagna si chiama #Votoarcobaleno e oltre a impegnare i candidati e le candidate su alcuni temi, offre all’elettorato un sito web (www.votoarcobaleno.it) attraverso il quale controllare le liste e scovare i più “friendly” o “unfriendly”.




Una piattaforma su cui misurare la volontà reale della politica di farsi carico delle istanze delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali. Arcigay, attraverso un dibattito all’interno dei suoi 56 comitati presenti su tutto il territorio nazionale, ha così stilato un elenco da rivolgere alle future elette e ai futuri eletti al Parlamento italiano: matrimonio egualitario, riforma delle adozioni, riforma della legge 40 (estensione della fecondazione eteronoma a donne single e coppie di lesbiche), legge contro omotransfobia e diritti delle persone trans.

Arcigay, fino al 4 marzo, monitorerà le adesioni dei candidati sulla piattaforma e le renderà pubbliche.
Gli elettori possono, attraverso i pulsanti “mi piace” e “non mi piace”, determinare il fattore arcobaleno dei candidati e delle candidate e contribuire a stilarne una graduatoria. Non solo: chi fruisce della guida potrà condividere il suo sostegno attraverso i social media.Fino ad oggi sono 417 le adesioni raccolte dalla piattaforma VotoArcobaleno.