Democrazia partecipata, questa sconosciuta. La Regione ha pubblicato di recente l’elenco delle amministrazioni che dovranno restituire, totalmente o in parte, le somme da gestire con il coinvolgimento dei cittadini. A essere interessate sono sia le grandi città che i piccoli centri. C’è un po’ di tutto nella tabella pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in merito al comportamento dei Comuni siciliani nella gestione delle risorse destinate alla democrazia partecipata. Ovvero la possibilità per i cittadini di proporre e scegliere alcuni progetti da finanziare. Gli importi sono regolati da un articolo della legge regionale 9 del 2015, che prevede che le amministrazioni spendano «almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune». Un impegno che, se disatteso, prevede la restituzione della relativa quota o peggio l’applicazione di penali nel caso le attestazioni prodotte dalle amministrazioni comunali come giustificativi delle spese non rispondano ai criteri previsti. Molti comuni della provincia di Ragusa hanno dimostrato serie difficoltà nel recepire le direttive in merito al coinvolgimento, nell’iniziativa pubblica, dei cittadini. Il calcolo della sanzione è semplice, basta una sottrazione: la somma da destinare con forme di democrazia partecipata meno quelle realmente destinate a tale scopo. Il risultato dà l’ammontare della ‘multa’ comminata dalla Regione. Per il Comune di Modica il calcolo è stato semplicissimo: 51.259,45 euro previsti, zero euro destinati con forme di democrazia partecipata, multa dunque di 51.259,45 euro. Secondo i dati inseriti nella determina della Regione, anche Chiaramonte, Comiso, Acate, e Pozzallo hanno seguito la ‘scia’ di Modica. E non hanno speso un euro con forme di democrazia partecipata. Dovranno ‘pagare’ tra i 12mila euro circa di Acate e i 27mila euro di Pozzallo. Per Scicli multa parziale, perchè 20mila euro sui quasi 29mila previsti sono stati destinati con forme di democrazia partecipata.Virtuoso invece in questo senso si è dimostrato il comune capoluogo con il Movimento 5 Stelle che ha subito cercato di sviluppare dei progetti il bilancio partecipativo  dando la possibilità ai cittadini di scegliere alcune opere da finanziare e non pagherà alcuna sanzione. Dell’esempio ragusano ha spesso relazionato il consigliere comunale Giovanni Liberatore chiamato ad esporre il modello del capoluogo ibleo nella qualità di correlatore del regolamento approvato dalla giunta che mira a coinvolgere i quartieri.  Anche Vittoria, Santa Croce e Giarratana non hanno avuto alcuna ‘multa’, perché anzi hanno destinato in alcuni casi importi ben più alti rispetto a quelli previsti inizialmente. Appena 1.482 euro per Ispica e solo 3,08 di euro di sanzione per Monterosso.