di Margherita Gintoli

Ho sempre sostenuto che il danno ce lo hanno fatto il giorno che ci diedero la prima bambola; ci dissero “bada a lei”. Li comincia il nostro essere mamme, li, secondo me, comincia il nostro essere “assistenti” di qualcuno, a qualsiasi costo. A noi donne viene relegato, e vi assicuro anche alle più “mache”, il ruolo di colei che si occupa dell’intera famiglia. Anche da single, anche se vivi ancora nella famiglia di origine.

Capita ancora adesso nel 2016, quasi 2017, di sentire una mamma ordinare alla figlia femmina di sparecchiare o stendere i panni, mentre nulla viene ordinato ai figli maschi. Ovvio, le eccezioni sono molte, ma di eccezioni si tratta. Non so come è su al Nord, ma dalle nostre parti è così.

Ai figli maschi, ai piccoli, ai re della casa, da piccolissimi viene dato un mano il giocattolo che lo faccia sentire “maschio”, quindi il pallone, la pistola, il camion e gli viene detto “divertiti”. E poi ce li sposiamo. E ci ritroviamo accanto gli eterni Peter Pan, i sempre-distratti, i “nulla da dire”.

Ma magari poi non sono solo quello, magari poi ad una moglie/compagna/fidanzata, non sanno dare quello di cui hanno bisogno e alla ribellione delle donne sanno rispondere con un solo argomento LA VIOLENZA.

E non sto parlando solo di alzare le mani, parlo di ogni forma di violenza. Già, alzano le mani, ma da anni ormai se ne sente parlare, da anni stiamo cercando di insegnare alle nostre figlie a difendersi da questo, ad allontanarsi, a denunciare. Stiamo però trascurano la violenza psicologica, la violenza del “ma dove diavolo vuoi andare se non sei manco in grado di sostentarti da sola”, stiamo trascurando il “non lo vedi come sei diventata? chi ti vorrà più?”, ci siamo dimenticate i “non ti vergogni? come farai a stare tra la gente?”

Già la violenza psicologica, quella che ti toglie la forza di reagire, quella che neanche sai come dovresti raccontarla, la violenza quella che ti mangia l’anima, pur essendo sempre ben truccata, ben vestita e pur vivendo in una magnifica casa. Quella, care amiche, quella è la violenza da cui è difficilissimo difendersi. E, a mio parere, è l’unica violenza che solo un’altra donna sa riconosce senza che nessuno te la racconti.