Da settembre una nave di Save the Children solcherà il Mediterraneo per effettuare operazione di ricerca e salvataggio di migranti

sbarchi 20Dal mese di settembre una nave di Save the Children solcherà il Mediterraneo per effettuare operazione di ricerca e salvataggio di migranti. La nave, che batterà bandiera italiana e sarà soggetta alle leggi del nostro Paese, sarà di stanza ad Augusta, e sarà in grado di soccorrere e accogliere 300 persone per volta.

L’urgenza della situazione attuale, quindi, impone l’adozione di misure supplementari.

Aumentano i casi di sbarchi con minori non accompagnati. Bambini che vengono fatti imbarcare dai genitori per una vita migliore. Sono oltre 40 quelli ospitati all’hot spot di Pozzallo dopo lo sbarco dei 460 migranti di due giorni fa. Spesso sono i minori che vengono arruolati come scafisti: viene affidato loro il compito di indicare la rotta, stare al timone e utilizzare il telefono satellitare per lanciare il segnale di soccorso. Minori che vengono coinvolti dalle organizzazioni criminali libiche e minori che invece, purtroppo, perdono la vita durante la traversata.  Dal mese di settembre una nave di Save the Children solcherà il Mediterraneo per effettuare operazione di ricerca e salvataggio di migranti. La nave, che batterà bandiera italiana e sarà soggetta alle leggi del nostro Paese, sarà di stanza ad Augusta, e sarà in grado di soccorrere e accogliere 300 persone per volta.  A muovere l’organizzazione che si dedica dal 1919 alla tutela dei minori sono le cifre drammatiche: rispetto allo scorso anno, il numero dei bambini che attraversano il Mediterraneo ha avuto un notevole incremento e il 90% dei minori sbarcati sulle coste italiane nel 2016 lo ha fatto senza i propri genitori.

Secondo dati riferiti al marzo-aprile 2015, nel documento conclusivo della Commissione bicamerale per l’infanzia ai minori non accompagnati in accoglienza sono: 8.207 nelle strutture censite dal ministero del lavoro (oltre a 4.640 irreperibili); 363 nelle strutture finanziate a valere sul Fondo asilo, migrazione e integrazione; 839 nelle strutture Sprar. Ad essi si aggiungono 1.794 minori non accompagnati sbarcati dal 1° gennaio al 5 maggio 2015 .(1)

Save the Children ricorda che più di 3.000 persone hanno già perso la vita quest’anno attraversando il Mediterraneo, in aumento di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2015. L’urgenza della situazione attuale, quindi, impone l’adozione di misure supplementari. L’organizzazione supervisionerà le operazioni umanitarie sulla nave e fornirà personale specializzato. Spesso i minori non accompagnati stanno per settimane all’interno dei centri in attesa di essere trasferiti in strutture adeguate.

Un minore al giorno costa allo stato 45 euro al giorno. Save the Children rinnova l’appello al Parlamento e al Governo affinché dispongano la creazione di un sistema di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati strutturato e integrato su tutto il territorio nazionale. “I minori soli che arrivano senza alcuna figura adulta di riferimento nel nostro Paese sono i soggetti più vulnerabili, in quanto a rischio di violenza e sfruttamento se non adeguatamente protetti. Sono solitamente adolescenti tra i 14 e i 17 anni, ma a volte arrivano anche di bambini di soli nove anni”, dichiara Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

“Il disegno di legge, depositato in Parlamento all’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, per dare vita a un sistema organico di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati, giace da più di due anni presso la commissione Affari Costituzionali della Camera, nonostante sia stato sottoscritto da rappresentanti delle principali forze di maggioranza e di opposizione”, aggiunge Raffaela Milano.

Viviana Sammito

 

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