Cyberbullismo: Legge approvata alla Camera all’unanimità

cyberbullismoLa legge nazionale sul cyberbullismo è stata approvata alla Camera all’unanimità il 17 maggio.

Il percorso era iniziato nel 2013 con la prima vittima accertata di cyberbullismo: nella notte tra il 4 e il 5 gennaio Carolina, 14 anni, si lancia dal balcone di casa. Nella sua lettera d’addio, che negli anni è diventata il simbolo della lotta all’indifferenza contro il bullismo. La legge così com’è stata approvata, secondo la parlamentare modicana del M5S, Marialucia Lorefice non ci sono fondi a sufficienza per combattere il fenomeno, sempre più allarmante soprattutto con la diffusione e l’utilizzo incondizionato dei social.

203 mila euro: un investimento davvero troppo esiguo. Considerando che solo i plessi scolastici in Italia sono circa 40 mila significa che a ciascuno di questi andrebbero mediamente 5 euro»,  secondo i calcoli della deputata, la quale ha presentato un ordine del giorno col quale chiede maggiori stanziamenti, lo stesso è stato approvato con raccomandazione dal Governo. Si tratta comunque di un impegno: «Il M5S -dice la Lorefice- se ne ricorderà quando presenterà apposito emendamento, in sede di Bilancio».

La deputata Lorefice ha anche sottolineato come siano serviti quattro passaggi tra Camera e Senato e un anno e mezzo di lavori parlamentari affinché il provvedimento sul Cyberbullismo diventasse legge.

Un testo che si compone di 8 articoli: una definizione del cyberbullismo, le misure per prevenire il fenomeno, i reati previsti e un fondo messo in campo in favore dell’attività di prevenzione e contrasto della Polizia Postale.

La novità è che i minorenni dai 14 anni in su vittime di cyberbullismo possono chiedere la rimozione di contenuti sconvenienti apparsi sul web, così come possono farlo i loro genitori. Se il gestore non dà seguito entro 48 ore, subentra il Garante per la privacy con l’intento di riuscire a oscurare il contenuto entro le 48 ore successive.

Manca ancora qualcosa:  non c’è infatti nessun riferimento a chi filma e condivide gli atti vessatori, oltre agli stanziamenti irrisori.

Viviana Sammito

 

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