crocetta a vittoriaLa visita del presidente della regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha portato via un dubbio: i siciliani non sono convinti a rivotarlo alle elezioni regionali di ottobre 2017. Il governatore, per quanto si sia impegnato a garantire tutela e dignità agli agricoltori, non convince più. E i siciliani, i vittoriesi, lo hanno capito.

Non c’era la folla della grande attesa stamani nel piazzale della ditta CAAIR della famiglia Biundo, vittima di un atto incendiario la notte tra venerdì e sabato scorso, nel quale è rimasto ustionato un autotrasportatore. Per dare solidarietà è arrivato Crocetta in c.da Fanello a Vittoria. “La mafia a Vittoria – ha detto –  sta facendo tornare indietro sul piano della legalità e dello sviluppo una città che da anni ha sempre cercato di lottarla” e ha fatto sapere che sarà effettuato “il controllo delle merci che arrivano a Vittoria da parte di una task force formata anche dal corpo forestale”.

Sui fondi del ciclone Athos il governatore è inciampato. Alla richiesta da parte di un agricoltore su che fine abbiano fatto  i circa 100milioni di euro destinati al comparto, a seguito dei danni causati dalla tromba d’aria del marzo 2012, Crocetta non ha saputo rispondere. Ha avuto un momento di amnesia. E Francesco Aiello ha chiesto di riaprire la pratica.

Il presidente ha trovato due tipi di vittoriesi: quelli che lo hanno sostenuto facendolo salire nel cassone di un camion a mò di comizio e sono gli esponenti di Altragricoltura, il deputato regionale, Giuseppe Digiacomo e in prima linea Concetta Fiore, candidata alle regionali e con un’esperienza politica – amministrativa alle spalle. Poi c’erano quelli anti Crocetta e sono un gruppo di agricoltori e il movimento dei Forconi.

“La cosa più bella della visita di Crocetta a Vittoria – ha commentato in tarda serata con un post su Facebook, il leader Mariano Ferro – è stata la totale assenza dei Vittoriesi. Non poteva esserci risposta migliore ad una sconcertante passerella elettorale vergognosa vista l’occasione per cui era venuto. L’unica fortuna che abbiamo come siciliani è che tra qualche mese avrà il ben servito”. I forconi lo avevano anticipato al presidente: “troverà persone arrabbiate, eviti di rappresentare l’ennesima ridicola passerella elettorale antimafiosa”.

Crocetta non è stato accolto dal sindaco perché a quanto pare non era neanche stato informato dalla presidenza della Regione. Il primo cittadino si è presentato poi da astante con zaino in spalla. Solo ieri sera il consiglio comunale, all’unanimità, ha votato un documento sulla legalità, su richiesta del presidente del consiglio comunale, Andrea Nicosia da trasmettere al presidente del consiglio dei Ministri, ai ministri degli Interni e dell’Agricoltura, al presidente della Regione Siciliana, della commissione regionale Antimafia, alla prefetta e alla deputazione iblea.

Nell’atto si chiede l’aumento delle forze dell’ordine, azioni di controllo efficaci della filiera agroalimentare, la costituzione di un tavolo tecnico utile a trattare il tema delle agromafie e dei trasporti e infine invita la commissione antimafia ad audire gli operatori del territorio e le istituzioni cittadine.

Stamattina è arrivato prima fra tutti il presidente nazionale della FAI antiracket, Giuseppe Scandurra, il quale ha parlato per un’ora chiuso in una stanza con Giuseppe Biundo, titolare della CAAIR.

Scandurra si è reso perfettamente conto che la situazione è preoccupante e ha garantito che non lascerà solo l’imprenditore. “Stiamo pensando di fare incontri regolari con lui, con le forze dell’ordine e con il prefetto. Certamente abbiamo un’idea, la nostra idea è quella certamente di cambiare questo consorzio sulla guida e sulla gestione”.  Tra Scandurra e Crocetta neanche una stretta di mano, né un saluto (se non che solo alla fine).

A chiedere la procedura di accesso al Mercato di Vittoria per  commissariare la gestione della struttura mercatale e consentire allo Stato di ripristinare funzionalità e Legalità nelle procedure di commercializzazione e di formazione dei prezzi, nelle pratiche di vendita e nei comportamenti sociali di tutti i soggetti della filiera è il Tavolo Verde Sicilia composto da Francesco Aiello,  Concetto Scivoletto e Don Giuseppe Di Rosa.

Chiedono di predisporre con la massima urgenza tutte le misure atte a garantire legalità e libertà d’impresa nel settore dell’autotrasporto contro ogni attacco di stampo mafioso;

“L’offensiva mafiosa si è concentrata attorno al Mercato ortofrutticolo che ha dovuto respingere ripetutamente i diversi assalti che venivano scatenati dai gruppi criminali, che nel corso degli anni  hanno visto nelle campagne e nel Mercato di Vittoria, nel sistema dei Mercati siciliani e meridionali, sino al Mercato di Fondi, e oltre, i luoghi del denaro e della ricchezza, dove potersi arricchire facilmente e fondare proficui sodalizi mafiosi – ha spiegato Ciccio Aiello –  utili per realizzare affari attorno all’Ortofrutta, ma non solo.

Sono diverse ormai le organizzazioni criminali presenti nel territorio vittoriese, come conseguenza dei necessari rapporti fra le molteplici aree del Mezzogiorno italiano, da Vittoria a Fondi, passando per Napoli e la Calabria, fino a Milano e Verona. Il Mercato di Vittoria è un mercato poliglotta, un crogiuolo di lingue e dialetti diversi, che lo connotano anche dal punto di vista criminale”.

Il capitolo non si è chiuso. Sabato mattina è stato convocato un incontro dalle associazioni e dai sindacati per approfondire il caso del “buco nero dell’economia vittoriese” , così come definito dal Rapporto Sica, il  Dossier della Fondazione Cesar, il Rapporto dell’Antitrust sui Mercati italiani.

Viviana Sammito

Foto in alto: Franco Assenza

Nella foto sotto, di Luca Agosta, Crocetta e Biundo, titolare della Caair

crocetta Biundo