Nell’esercizio finanziario varato dalla Giunta di Governo potrebbe essere individuata la soluzione ai problemi del mancato pagamento degli emolumenti, quattro milioni e mezzo di arretrato per tredici mensilità del 2017, ai dipendenti del Consorzio di Bonifica di Ragusa Se ciò non dovesse concretizzarsi atteso che la finanziaria non andrà all’ARS entro il 10 di aprile, la Flai Cgil  ha già preannunciato che proclamerà il blocco delle attività facendo salvi i servizi essenziali.

Sulla insostenibilità di carattere economico finanziario e organizzativo del Consorzio si è fatta carico ieri proprio la Flai Cgil che con il segretario generale di Ragusa, Salvatore Terranova e con Graziana Stracquadanio, Francesco Cirmi e Josè Pitino Rsa dell’ente hanno illustrato in conferenza stampa, tenutasi nella sede della Cgil di Ragusa, i termini di un questione che rischia di avvitarsi su stessa se è vero che le risorse, ne ha promesso di metterne di più il Governo Musumeci, tardano ad arrivare e quello poche che arrivano o sono destinate agli impiegati e agli operai di ruolo, circa centoquaranta unità, o vengono puntualmente pignorati dai creditori a detrimento delle legittime aspettative di quelli che hanno un rapporto a tempo indeterminato grazie ad una sentenza, non inseriti nei ruoli della Regione, settantatrè unità, e a gli operari a tempo determinato, circa duecentotrenta.




Salvatore Terranova, denunciando il silenzio della politica, ha ricordato in una nota, di aver sostenuto un’audizione alla commissione sviluppo economico dell’Ars  alla presenza dei due  commissari, per proporre un’anticipazione di somme a favore del personale da parte della Regione, da scomputare negli anni attraverso i provvedimenti di trasferimento che dovranno necessariamente essere assunti. Inoltre al prefetto di Ragusa il sindacato ha chiesto la costruzione di un tavolo tecnico che veda la presenza degli assessori all’Agricoltura e quello al bilancio, il direttore del Consorzio, Bizzini, e dei parlamentari regionali del territorio.  Al di là della questione economica che va risolta in tempi solleciti vi è un problema legato alla riorganizzazione del Consorzio con una razionalizzazione della spese del personale che produca risparmi e un taglio netto agli sprechi. “Questo governo regionale, ha commentato Francesco Cirmi, non ha saputo affrontare i temi dell’attuazione della riforma che dal 2019 dovrebbe essere già operativa”.

La riforma dei Consorzi del 2014 ha creato gli organigrammi con la nomina dei vertici e delle divisioni. Nei fatti si prevedono due Consorzi, uno per la Sicilia Occidentale e uno per quella orientale. Oggi ce ne sono tredici funzionanti.