Ciao Marcello, ci mancherai tanto!

montalbano marcello perracchioQuesta mattina alle 9:30 i funerali di Marcello Perracchio, nella chiesa dei Salesiani in corso Italia a Ragusa. Poi la bara sarà portata al Teatro Don Bosco.

Quasi non sembra vero.  Marcello Perracchio non c’è più. E’ morto venerdì sera, alle 19, all’età di 79 anni. E’ spirato nella sua casa di Ragusa. Accanto a lui la famiglia e gli amici più stretti.

L’ultimo suo post su Fb l’1 Luglio in difesa del piccolo Charlie. morto nel suo stesso giorno. “VERGOGNA  – ha scritto Perracchio-. NON UCCIDERE, PERO’ PER UNA SCIENZA INCAPACE E LIMITATA SI PUO’ DIVENTARE ASSASSINI. DI QUESTO PASSO FRA POCO PER I VECCHI INGROMBANTI, PER GLI AMMALATI CONSIDERATI INCURABILI, NON CI SARANNO PIU’ PROBLEMI. BASTA STACCARE UNA SPINA. A S S A S I N I.

Negli ultimi anni, oltre ai problemi di salute, anche quelli giudiziari. Era stato lui stesso a parlarne su FB: “Sono tornato a visitare i miei amici, ospiti dell’ospizio “Criscione Lupis” per fare loro gli auguri. Sono diventato amico loro, nei cinque mesi trascorsi insieme a questi splendidi ragazzi degli anni trenta perché sono stato assegnato ai servizi sociali presso questo ente – aveva scritto, postando anche una foto -. È stata una esperienza straordinaria, per questo sento il dovere di ringraziare il vigile urbano che il 29/08/2013 denunziandomi ha permesso che vivessi questa esperienza».

Perracchio quindi oltre che in Teatro, Tv e Cinema era entrato anche in una casa di riposo, un ricovero per anziani e per cinque mesi, tre volte alla settimana ha trascorso delle ore assieme a quanti si trovavano a vivere nella struttura. “Sono stato messo ai servizi sociali. Una vicenda dove io comunque ho avuto torto. Qualunque possa essere il motivo, quando si va in escandescenze – dichiarava l’attore – , si perde la testa si ha sempre torto”.

Attore teatrale di lungo corso, apparteneva a quella vecchia scuola ormai quasi del tutto estinta. Era noto al grande pubblico soprattutto per la sua interpretazione del burbero medico legale della fiction televisiva del commissario Montalbano.

Tantissimi, infiniti  i suoi lavori teatrali. Nel cinema era noto per Gente di rispetto, diretto da Luigi Zampa, e poi Pizza Connection, La donna della luna, Il giudice ragazzino. In televisione, oltre che nel Commissario Montalbano, ha recitato ne La Piovra, la “madrina” delle fiction italiane, La voce del sangue, L’onore e il rispetto ed Eroi per caso.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio giunti ai familiari. Aggiungiamo anche quelli di NoveTV.

Sotto alcuni messaggi di amici, colleghi.

Mariuccia Cannata:

Un giorno mi arrivo una telefonata….era lui…il grande maestro Marcello Perracchio che mi invitava a lavorare con lui in teatro….fu un onore grande….dopo la prima mi chiamo nel suo camerino e guardandomi mi disse….fighia ma tu si un animale da palco….un complimento che conservo come una perla nel mio cuore……Marcello sei stato ricoverato nel mio reparto….non riuscivo ad entrare nella tua stanza…non accettavo il fatto di vederti stare male……ci siamo stretti le mani…..e mi hai detto….mariuccia…il vero successo….e quello che lasciamo di buono negli altri…..il resto e tutta una corsa……tvb Marcello vicino a te provavo un sentimento di soggezzione…la stessa che provi per i grandi come te….Marcello buon viaggio e un giorno ci rincontreremo…..su un palco di teatro….ti prego anche lassu invitami a recitare con te…..GRANDE MAESTRO…..anche di VITA….RIPOSA IN PACE…e grazie da …Mariucciaaaaaaaa…..

Luca Zingaretti:

“Addio mio dolce amico. Nessuno più mi manderà a….. come te! Sei stato un meraviglioso compagno di viaggio, un fenomenale interprete di un ruolo che hai fatto entrare nel cuore della gente e, last but not least, un grande e caro amico. Senza di te sarà tutta un’altra cosa! Riposa in pace”.

Alessandro Puglia:

Ciao grande attore, grande uomo, figura assai lontana da tutta quella gente di carta che popola il mondo dello cinema e della Tv. “Dottor Perracchio, ma io non voglio romperle i cabasisi?” E lui con la sua immensa umiltà mi ha risposto: “Lei non mi rompe i cabasisi, perché mi fa piacere essere cercato, è bello sentirsi voluti bene”. Abbiamo realizzato quell’intervista in ospedale, davanti a un vassoio di cannoli, abbiamo riso, abbiamo pianto mentre lui mi raccontava una vita fatta di sacrifici, tra scuola guida e teatro, prima di diventare il medico legale più amato della televisione. “E i cannoli?”, “Ormai sono diventato lo sponsor ufficiale dei cannoli siciliani”. Ogni volta che “addentavi un cannolo” scoppiava una risata, trattenuta perché altrimenti si sarebbe sentita durante la registrazione. Oggi quelle risate sono accarezzate dal pianto e da quella sconfinata gioia di vivere. E non ci rompete i cabasisi!

Nicola Costa

Con Marcello Perracchio ho parlato, riso, pensato, osservato. Sono riuscito a farlo perché il suo cuore era buono, puro, semplice, accogliente. Da lui ho rubato, imparato, immaginato. Sono riuscito a farlo perché era un attore generoso, vero, ironico e bravissimo. Ciao Marcello e grazie… R.I.P.

Giulia Bettini

Cari amici,

leggendo i vostri commenti, risulta chiarissimo di quanto tutto noi fossimo affezionati al grande Marcello Perracchio, insuperabile interprete del Dr. Pasquano. Ci ha lasciato così, in punta di piedi, e quasi increduli. Posso dirvi una cosa? Io mi auguro che, nelle prossime fiction, nessuno lo sostituisca, perché no, non potrei sopportare di vedere un altro attore interpretare il suo ruolo. Marcello, da grande attore quale era, aveva saputo dare una sua personalissima impronta al personaggio del Dr. Pasquano, tanto è vero che era entrato nel cuore di tutti noi, e oggi ci sentiamo tutti un po’ orfani, un po’ più soli…

Ma Marcello Perracchio non era solo il Dr. Pasquano, era tantissimi altri personaggi, tutti interpretati magistralmente. E attraverso le parole di chi lo ha conosciuto, emerge anche l’Uomo. Un Uomo dotato di grande umiltà, simpatia, umanità, ironia. Un Uomo che sognava di fare l’attore fin da piccolo, e che era riuscito a realizzare il suo sogno.

Lascia un vuoto, Marcello Perracchio. Non solo in noi Camilleriani, ma soprattutto nel teatro.

Tutti noi ci sentiamo vicini alla sua famiglia, alla quale porgiamo le più sincere condoglianze.

E, a nome di tutti, vorrei salutarlo con un semplice:

“Ciao, Marcello. Ci mancherai. Tanto.”

 

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