È in corso di svolgimento dal 20 al 24 settembre a Roman, nella provincia di Piatra Neamt in Romania, il Colloquio internazionale dell’Associazione Internazionale dei Critici letterari presieduta da Neria De Giovanni.

L’appuntamento annuale, che nel 2017 ha fatto tappa a Pozzallo, in provincia di Ragusa, con due giorni dedicati a «Il Premio Nobel della letteratura nel mondo», verte quest’anno sul tema: “1918, anno cardine nella letteratura per l’unità dei popoli europei e il confronto con le letterature dei popoli extraeuropei”.

Presenti, oltre ai critici romeni, i delegati di Giappone, Venezuela, Spagna, Francia, Albania, Malta e Italia. Della delegazione italiana, fanno parte una decina di critici provenienti da varie regioni, tra cui i siciliani Grazia Dormiente (Modica) e Corrado Monaca (Ispica).

Grazia Dormiente, studiosa e saggista, presenterà una relazione su “Lo straordinario dattiloscritto di Vincenzo Rabito”, mentre Corrado Monaca, direttore dei laboratori di ricerca Betontest e autore di recenti studi sulla Planologia di Giorgio La Pira, affronterà il tema “La letteratura tra gli indicatori della nuova scienza plano logica dopo la dissoluzione della teoria economica di Franco Archibugi”.

Grazia Dormiente, nel suo intervento, analizzerà l’avventura linguistica e letteraria del siciliano Vincenzo Rabito da Chiaramonte Gulfi, autore del libro postumo Terra matta (2007). Protagonista della sua autobiografia è il rabitese: un linguaggio naturale, che non è italiano né siciliano, ma che sa narrare efficacemente gli eventi principali della storia del Novecento – le due grandi guerre, il fascismo, l’emigrazione – e le peripezie della quotidiana arte di arrangiarsi e di sopravvivere. Una lingua, la sua, che richiama la rituale oralità dei proverbi, la forza narrativa tipica del mondo contadino e dei cuntastorie, e che ricorda l’artificio espressivo del grammelot di Dario Fo.

Un tema inedito e originale ha scelto Corrado Monaca, che punta a includere la letteratura tra gli “indicatori” della scienza della pianificazione o Planologia. Monaca prende le mosse dalla tesi di Franco Archibugi, teorico della pianificazione spaziale, circa la fine dell’economia teorica e la nascita, al suo posto, di una politica integrata socio-economica, orientata all’azione e alla programmazione, attraverso un approccio problem-solving, basato su coefficienti o parametri cognitivi tratti dall’analisi ex post (modelli decisionali) e non ad analisi di “modelli descrittivi” o legati all’azione futura. L’inserimento della letteratura tra gli indicatori della nuova scienza planologica potrebbe, secondo l’autore, contribuire a rafforzare le fragilità della civiltà per una convivenza di crescita non solo europea ma globale. Gli interventi saranno raccolti in un volume contenente gli Atti del Colloquio internazionale.