Da La Sicilia del 10 luglio

di Carmelo Riccotti La Rocca




 

Quello registrato a Pozzallo all’alba di ieri è il terzo sbarco del 2019 nel porto Ragusano. Dopo la linea dura imposta dal nuovo Governo, con in testa il vice-premier, nonché ministro dell’Interno Matteo Salvini, il primo approdo di migranti nelle acque ragusane si è registrato il 7 giugno scorso quando, a bordo della nave “Asso 25”, arrivarono 62 migranti, 60 uomini e 2 donne provenienti dal Senegal, Sudan, Costa D’Avorio, Nigeria e Gambia. Il secondo sbarco, invece, si è registrato lo scorso 30 giugno con l’arrivo a Pozzallo di 42 migranti, quasi tutti di origini livoriane. Il quadro degli sbarchi nel porto di Pozzallo, si completa con l’ultimo di ieri mattina che ha visto arrivare presso la costa ragusana 47 persone, di cui 10 donne e 37 uomini. Sono 151, dunque, i migranti sbarcati in totale nel porto della città marinara di Pozzallo nel 2019. Nel 2018 furono in totale 3800 su 24 sbarchi. Trentotto, invece, gli scafisti arrestati lo scorso anno, quest’anno, in attesa di conoscere se ne sono stati individuati tra gli arrivi di ieri, le persone arrestate sono 4 e, tra questi, un minore.

Ammatuna contro il Governo: non si gestisce così l’immigrazione

“Se qualcuno si era illuso che il fenomeno degli sbarchi poteva essere completamente bloccato, l’ultimo approdo che si è registrato nel nostro porto all’alba di ieri mattina, dimostra esattamente il contrario”. Sono le dichiarazioni del primo cittadino della città di Pozzallo, Roberto Ammatuna che già nel pomeriggio di lunedì aveva allertato i soccorritori e le forze preposte, insieme alla Prefettura di Ragusa, per seguire le operazioni di sbarco e accogliere i 47 migranti arrivati nella costa ragusana a bordo del pattugliatore della Guardia di Finanza. Seppur confermi che rispetto al passato gli sbarchi siano nettamente diminuiti, Ammatuna pone l’attenzione sul fenomeno che, in una visione più allargata e complessa, risulta tutt’altro che risolto. “La cosa importante – esordisce il sindaco Roberto Ammatuna- è intanto che tutti i 47 migranti scesi dal pattugliatore, 10 donne e 37 uomini, stiano bene, non si sono registrate complicanze di sorta e non si è dovuto ricorrere a ricoveri”. Ammatuna poi sottolinea anche il fatto che tra i 47 migranti approdati a Pozzallo, 22 arrivano dalla Tunisia, un fenomeno, questo, che sembra essersi accentuato negli ultimi mesi.

Il sindaco della città che ha dato i natali a Giorgio La Pira non si esime dal fare una riflessione politica sul fenomeno degli sbarchi, puntando il dito contro l’attuale Governo accusato di fomentare un problema che in realtà non esiste. “Quello degli sbarchi nella nostra costa – dice Ammatuna- è un fenomeno che non può essere bloccato, ma va governato, ma non di certo con modalità così rigide come quelle messe in atto dall’attuale ministro dell’Interno. Legalità e accoglienza debbono camminare di pari passo, non si può pretendere di far rispettare le regole senza accogliere e non si può pensare di accogliere senza far rispettare le leggi. Per questo ci vuole una strategia che veda camminare a braccetto legalità e accoglienza, un concetto, questo, che aveva bene interpretato l’ex ministro Minniti.




Oggi sinceramente non vedo nessun problema, ma tanta strumentalizzazione, a partire da quanto sta succedendo con le Ong: siamo in una fase storica in cui chi salva vite umane viene criminalizzato. Penso che le organizzazioni non governative debbano agire in stretta collaborazione con i Governi e l’azione dell’ex ministro Minniti andava proprio in questo senso. Non si possono ergere i muri in mare, ma in questa fase storica, evidentemente, essere così rigidi accresce il consenso”. C’è poi un altro interrogativo che il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna si pone e che apre le porte ad uno scenario di certo inquietante. “Possiamo davvero escludere – si chiede il primo cittadino della città marinara- che nella costa ragusana non vi siano sbarchi fantasma? La nostra costa è molto più grande di quella di Lampedusa, diventa quindi più difficile controllarla”. Nei quesiti di Ammatuna si cela il sospetto che se è vero, da un alto, che gli sbarchi a Pozzallo siano diminuiti, dall’altro lato potrebbero verificarsi degli sbarchi clandestini che, a questo punto, renderebbero il fenomeno dell’immigrazione davvero incontrollabile.